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CHANGE 2 - LA 3C TUR DEL CASALE: i media ci influenzano proponendo stereotipi

Foto CHANGE 2 - LA 3C TUR DEL CASALE: i media ci influenzano proponendo stereotipi

CHANGE 2

Durante le ore laboratoriali sono state proposte ai ragazzi delle campagne pubblicitarie sia stampa che video che mostravano la figura femminile in maniera sbagliata, facendo leva sull’aspetto fisico o sui doppi sensi per pubblicizzare il prodotto. I ragazzi, soprattutto ad alcune immagini molto forti che venivano pubblicate su riviste soprattutto femminili, sono rimasti quasi scioccati non pensando che i brand potessero arrivare a tanto per far parlare di sé e dei loro prodotti. “La figura femminile – sostengono Sara Schiavolin, Vittoria Mazzitello e Chiara Preda - spesso è utilizzata per attirare l’attenzione, soprattutto in pubblicità pensando in questo modo di vendere più prodotti. Gli acquisti vengono effettuati più per le immagini utilizzate che per il prodotto o band in sè” e “idealizzata non come una persona con un cervello ma solo come corpo, un’icona di bellezza senza mostrare nessun tipo di abilità” – continuano Giorgia Portanova, Beatrice Pancrazi, Sofia Colombo e Rebecca Corradin. Nicolò Tappa aggiunge un tassello alla discussione dicendo: “la donna è identificata sempre con i soliti stereotipi, ad esempio deve svolgere i lavori di casa, deve essere comandata dall’uomo. Bisogna aprire la mente e non soffermarsi su queste idiozie. Le donne valgono quanto gli uomini, devono avere gli stessi diritti e meritano ugual rispetto”. “I media sono caduti in basso utilizzando le figure sia maschili che femminili solo per attirare visualizzazioni o consumatori – interviene Sofia Chiodaroli - ma in fondo questo è solo il riflesso di ciò che la persona media superficiale di oggi vuole vedere”. “La figura femminile può essere stereotipata – conclude con una riflessione Giulia Rognoni - ma ci devono essere dei limiti di decenza; ci può essere ironia ma non bisogna cadere nel volgare. Sta alla testa delle persone capire cosa è giusto o sbagliato: una donna può essere messa in costume da bagno su un cartellone pubblicitario senza essere screditata o umiliata dall’uso di un linguaggio sbagliato”.

11/05/2019

La Redazione

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